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Parla il blogger più odiato da Grillo: Vi spiego il suo metodo

Il comizio di Bologna rappresenta solo l’ultimo di una lunga serie di episodi che vedono scambiarsi post al napalm due autentiche rocce del web, Beppe Grillo e il blogger de L’Espresso Alessandro Gilioli. Quell’espressione (“Ti saluto, culattone) pronunciata dal palco dal comico genovese non è piaciuta a Gilioli che ha lanciato un appello ai militanti del Movimento 5 Stelle chiedendo loro di affrancarsi da quella che giudica una battuta omofoba. Discussioni, polemiche. Pronta la risposta di Grillo che sul suo blog paragona Gilioli a Feltri e Sallusti. Abbiamo cercato di capirne di più sentendo i protagonisti di questa polemica. Invieremo tre domande anche a Beppe Grillo.

Il blogger Alessandro Gilioli

Gilioli, hai fatto arrabbiare Grillo tanto da essere considerato nel suo ultimo post peggio di Feltri e Sallusti. Cos’è successo? Perché Grillo ce l’ha con te?
Questo dovresti chiederlo soprattutto a lui, io posso solo fare un’ipotesi: e cioè che io ho manifestato fin dall’inizio del suo impegno politico simpatia per quasi tutti i temi delle sue battaglie mettendo in dubbio però i suoi metodi monocratici, il suo atteggiarsi a guru che possiede la verità e la sua scarsa predisposizione al confronto. Insomma, ha fatto fatica a incasellarmi nelle sue categorie “amico o nemico e questo l’ha probabilmente innervosito. La cosa poi avuto una svolta quando gli ho chiesto un’intervista per l’Espresso, lui ha risposto in modo molto discutibile e io ho riferito il tutto sul mio blog.
L’evento fece molto scalpore nel suo seguito e da allora Grillo non ha perso occasione per schernirmi, arrivando a costruire un fotomontaggio con la mia faccia su un barcone di immigrati. Ad ogni modo, io sono sempre pronto a un confronto civile e aperto con Grillo, avrei tante cose da chiedergli: è lui che scappa al confronto, preferisce il dileggio. Mi dispiace, perchè credo che nel M5S ci siano tante cose buone, ma che sia ostaggio dell’egocentrismo di Grillo, che è unico proprietario privato del simbolo del Movimento, senza regole né statuto interno.

Cosa intendi per “metodo Grillo?
Nel caso specifico mi riferivo al fatto che, a un articolo duro nei suoi confronti del collega Alessandro Capriccioli sul sito dell’Espresso, Grillo ha risposto non nel merito, ma accusando Capriccioli e la redazione dell’Espresso di essere servi del Pd e di De Benedetti. Non mi sembra un modo di fare civile, né utile a un confronto. Ma in generale, lui non risponde mai alle critiche: se qualcuno lo critica, si inventa un nomignolo offensivo, gli fa un fotomontaggio per dileggiarlo, incita i suoi a insultarlo. E’ questo il metodo Grillo.

Vittorio Bertola, candidato sindaco di Torino, ti accusa di essere tanto duro con Grillo quanto tiepido col Pd e ti invita a parlare di politica. Cosa ne pensi delle proposte del movimento 5 Stelle al netto della sua impostazione carismatica fondata sulla figura di Grillo?
Non è proprio così, con Bertola ho un dialogo civile (quella della mia presunta ‘morbidezza’ col Pd era evidentemente una sciocchezza, nel mio blog le critiche al Pd sono molto più frequenti di quella a Grillo e gliel’ho sottolineato a suon di link).
Il punto, in generale, è che gli esponenti e i candidati del M5S non hanno (ancora?) il coraggio di affrancarsi dai sistemi monocratici e carismatici (quasi berlusconiani) del loro fondatore, né da sue eventuali uscite infelici. Se Grillo dice una scemenza, ad esempio, rispondono in coro che «è solo un comico», quando invece è il proprietario del loro simbolo e l’uomo che sceglie i candidati. E non sto parlando delle “pecore che commentano il blog di Grillo, quelli che riversano solo montagne di insulti e vaffanculo su chiunque osi contraddire il loro guru: sto parlando degli esponenti più avvertiti e maturi, che pure hanno una paura fottuta di qualsiasi forma di dissenso e di democrazia interna al Movimento.
Quindi vorrei andare oltre la risposta più semplicistica, quella secondo cui «le idee del M5S sono buone ma il suo fondatore è un autocrate mediocre». Voglio dire, in questa lettura c’è del vero, ma le idee camminano sulle gambe delle persone, e quindi solo persone coraggiose, aperte e intellettualmente oneste secondo me possono realizzare cose buone.