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Proposta shock di Magdi Allam: I No Tav sono i nuovi terroristi – mettiamoli fuori legge

Dopo un lungo periodo di silenzio Magdi Cristiano Allam lancia una nuova crociata contro quelli che definisce i “nuovi terroristi. Con una proposta shock (consegnata al Giornale di Sallusti) rivolta a governo e opposizione: mettere fuori legge i No Tav e i centri sociali. “Lancio un appello all’unità nazionale per mettere fuorilegge i nuovi terroristi – scrive l’europarlmentare dell’Udc – che alla stregua della criminalità organizzata attaccano per uccidere le forze dell’ordine, distruggono il patrimonio pubblico, mirano a sovvertire l’ordinamento dello Stato disconoscendo la legittimità delle scelte del Parlamento e del governo eletti democraticamente. Che si chiamino «Militanti No-Tav», «Black bloc», «Centri sociali» o «Antinationalist Front No-Tav», dal momento che le loro azioni sono violente ed eversive, non possiamo continuare a considerarli come dei singoli esagitati che eccedono nella loro manifestazione ostile alle decisioni assunte dai legittimi rappresentanti dello Stato, che è anch’essa legittima fintantoché resta di natura pacifica e rispettosa delle leggi. Nel suo lungo appello, Allam chiama in causa le forze politiche: “Dal momento che governo e opposizione hanno fermamente condannato questa violenza organizzata -incalza Allam- che cosa attendono a dar seguito alle dichiarazioni ufficiali affinché si traducano in una legge che esplicitamente indichi che l’attività di questi gruppi violenti ed eversivi è messa al bando? So bene che le leggi attuali, promulgate negli anni dell’eversione delle Brigate Rosse e anche recentemente per fronteggiare il terrorismo islamico globalizzato, potrebbero essere considerate sufficienti per contrastare anche questo nuovo terrorismo. Ma ciò che ancora manca è la consapevolezza e la formalizzazione che si tratta appunto di un nuovo terrorismo perpetrato da gruppi armati dediti alla criminalità organizzata finalizzata al sovvertimento delle nostre istituzioni democraticamente elette. Sarò ancor più esplicito: c’è a sinistra un orientamento a considerare questo fenomeno come espressione di un gruppo di esagitati, che reagiscono in modo eccessivo per denunciare una causa di per sé giusta. È insomma lo stesso atteggiamento che si ebbe negli anni Settanta quando inizialmente all’interno del Partito comunista si definirono i brigatisti rossi come «compagni che sbagliano». Solo dopo che i brigatisti cominciarono a uccidere i militanti comunisti, il Pci fu costretto a uscire dal suo torpore ideologico. Il caldo gioca brutti scherzi.