venerdì, Settembre 17Rimani aggiornato su attualità, salute, economia, sport e tanto altro
Shadow

Manovra – hanno cancellato l’articolo 18 – passa la libertà di licenziare

Ecco, l’hanno fatto. Ci provano da anni e alla fine hanno raggiunto il loro obiettivo: cancellare l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, ossia quello che vieta il licenziamento senza giusta causa nelle aziende con più di 15 dipendenti. Dal momento dell’approvazione della manovra si potrà licenziare liberamente, derogando ai contratti nazionali e alle leggi. E’ sufficiente siglare un accordo aziendale e l’articolo 18 viene aggirato. Un provvedimento dai tratti puramente ideologici (cosa c’entra il pareggio di bilancio con lo scippo delle tutele collettive?) chiesto a gran voce dal ministro Sacconi che così corona il suo sogno: la demolizione del contratto nazionale.

Il colpo di mano è contenuto nell’emendamento di maggioranza all’articolo 8 della Manovra approvato oggi dalla Commissione bilancio del Senato. Il provvedimento passato in commissione stabilisce che, “fermo restando il rispetto della Costituzione, nonché i vincoli derivanti dalle normative comunitarie e dalle convenzioni internazionali sul lavoro, le specifiche intese aziendali e territoriali “operano anche in deroga alle disposizioni di legge ed alle “relative regolamentazioni contenute nei contratti collettivi nazionali di lavoro.

L’emendamento prevede, in aggiunta, che le intese valide saranno non solo quelle “sottoscritte a livello aziendale o territoriale da associazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale (come già prevedeva il testo della manovra), ma che anche le associazioni “territoriali avranno la possibilità di realizzare specifiche intese “con efficacia nei confronti di tutti i lavoratori interessati su temi come “le mansioni del lavoratore, i contratti a termine, l’orario di lavoro, le modalità di assunzione, le conseguenze del recesso dal rapporto di lavoro.

Insorge la Cgil che attraverso il suo segretario generale, Susanna Camusso, parla di cancellazione della Costituzione. Si aggiunge un altro motivo (il più grave) alle ragioni dello sciopero generale che tra due giorni, il 6 settembre, paralizzerà il Paese.

Massimo Malerba

TOGLIAMOLO ALLA CASTA L’ARTICOLO 18

TUTTI A ROMA IL 10-11 SETTEMBRE