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Come impugnare una racchetta da ping pong

Il ping pong, il cui nome tecnico sarebbe in italiano tennis da tavolo o da tavola, è uno sport di recente invenzione.

È nato infatti nel 1884, ma ha da subito conquistato tutti gli sportivi che si sono cimentati con questa disciplina, tanto che attualmente è inserito negli sport olimpici.

Sebbene in molte case sia presente un tavolo da ping pong, stiamo parlando di una disciplina tecnica e impegnativa, che va giocata con regole precise e soprattutto con attrezzi adeguati, anche nel modo di impiego.

In questa guida vedremo, proprio relativamente alla racchetta da ping pong, qual è l’impugnatura corretta, come dev’essere fatta, per concludere poi con un’analisi su quale sia la migliore racchetta disponibile e come fare un perfetto Top Spin.

Come si impugna una racchetta da ping pong?

Come abbiamo detto, giocare a ping pong, sport che può essere praticato sia indoor che outdoor e da tutti, non è qualcosa da sottovalutare.

Si tratta infatti di un’attività che innanzitutto richiede una preparazione fisica di base, che prevede spostamenti molti rapidi e tempi di reazione brevissimi.

Soprattutto, sarà la coordinazione mano occhi a farla da padrone, e pertanto si capisce fin da subito qual è il ruolo della racchetta.

Come va impugnata? Esistono due stili fondamentali, che si definiscono ‘occidentale’ e ‘orientale’.

Il primo stile di impugnatura, cioè quello all’occidentale, è più intuitivo, nel senso che riesce più naturale. La racchetta infatti si deve impugnare con le ultime tre dita, mentre pollice e indice andranno posizionati rispettivamente da un lato e dall’altro, con il pollice sul manubrio di legno e l’indice steso sulla parte libera della racchetta. Questa tecnica permette di colpire la pallina senza problemi alternando sia il dritto che il rovescio.

Questo è lo stile più utilizzato, anche e soprattutto tra i giocatori professionisti, che per curiosità si definiscono ‘pongisti’.

Diverso e leggermente meno naturale è lo stile all’orientale. In questo secondo caso, che è proprio peculiare dei giocatori asiatici, si usa l’impugnatura ‘a penna’. In pratica si deve immaginare la racchetta con il manico nel palmo della mano, tra l’indice e il pollice. Il risultato finale è l’opposto dell’impugnatura precedente, perché in questo secondo caso la parte in gomma della racchetta si trova nell’incavo della mano. Inoltre le altre tre dita devono essere ritirate e non estese.

A proposito del Top Spin di cui parleremo nell’ultimo paragrafo, questa è l’impugnatura perfetta per questo tipo di colpo, mentre per il rovescio può dare qualche problema.

Come dev’essere una racchetta da ping pong?

Cominciano con il dire che la racchetta da ping pong deve necessariamente rispettare alcune caratteristiche tecniche qualora venisse impiegata in una competizione. Specifichiamo comunque che non esistono dei parametri rigidi sulla dimensione o sulla forma e nemmeno sul peso. Il motivo consiste nel fatto che la racchetta dovrà essere adeguata al giocatore, che potrà avere una mano più o meno diversa. Quello che conta invece, è rispettare i parametri cosiddetti regolamentari standard per quanto riguarda:

  • Telaio: che dovrà essere fatto di legno almeno per l’85%, e che quindi deve essere rigido. All’interno, per influire positivamente su velocità e altri fattori tecnici, potranno anche essere presenti inserti in fibra di vetro o carbonio, purché la percentuale totale non superi il restante 15%. Inoltre il telaio deve essere piatto e non avere marchi impressi;
  • Lati: per quanto riguarda i lati, la gomma è il materiale da usare, ach’essa senza marchi o adesivi apposti sopra, e deve essere uniforme in entrambi. Il particolare delle facce starà nella puntinatura, cioè in piccoli puntini in rilievo sulla gomma (che quindi non sarà totalmente liscia);
  • Colori delle facce: una faccia deve essere rossa, mentre l’altra sarà nera.

L’unico marchio in deroga che possono (o meglio devono) avere le racchette sarà la sigla I.T.T.F., acronimo di International Table Tennis Federation, il che vuol dire che sono regolari e approvate.

Qual è la migliore racchetta da ping pong?

Anche in questo caso, la miglior racchetta da ping pong è quella che meglio si adatta a livello di performance al pongista. Tuttavia ci sono degli elementi specifici che possono aiutarci nella guida all’acquisto della miglior racchetta possibile. Per prima cosa, anche se non si è giocatori professionisti, l’apposzione di adesivi e marchi sulle facce della racchetta sarà la prima cosa da verificare, e non certo per una questione di regolamento. Tutto quello che potrebbe ostacolare la pallina sulla faccia va evitato.

Altro fattore importante è l’assembramento. È sempre bene, se non si vuole arrivare a farsi fare una racchetta su misura, evitare quelle costituite da un unico pezzo, in quanto rovinato un dettaglio sarà tutta da buttare. Per quanto riguarda il telaio, si potrà optare per:

  • un telaio più spesso per imprimere alla palla maggior velocità;
  • il telaio più sottile se si vuole giocare con l’effetto, in quanto in questo caso la palla permarrà più a lungo sulla faccia.

Come fare il Top Spin a ping pong?

Per eseguire infine un ottimo Top Spin, ecco le mosse giuste da mettere in pratica. Il Top Spin prevede di colpire la pallina da sotto per darle la spinta verso l’alto (appunto Top) sfruttando il rotolamento in avanti e in sù. Importante sarà anche la posizione del corpo, che prevede il piede destro spostato in avanti e le ginocchia piegate. Il corpo dovrà trovarsi nell’angolo riservato al rovescio (questo vale per chi usa la mano destra, altrimenti basta fare tutto al contrario).

In sostanza parliamo di un dritto molto potente (ecco perché l’impugnatura all’orientale è quella ideale) che deve essere eseguito quando la pallina rimbalza nella propria parte di campo e raggiunge il livello del piano.