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Aperture delle Partita IVA in aumento nel 2021

Durante il primo trimestre del 2021 sono state aperte 186 mila partite IVA per un aumento del 15,3% rispetto all’anno precedente. Il dato proviene dall’Osservatorio Ministeriale *che monitora l’attività imprenditoriale autonoma in Italia.

Se poi osserviamo il confronto mensile vedremo un picco del +105,75 a marzo 2021. Questo dato è fuorviante se non consideriamo che a marzo dell’anno prima eravamo chiusi in casa per il primo lockdown. Una fotografia interessante quella offerta dal Mef; da un lato fa ben sperare ma, dall’altro, comporta una doverosa e amara riflessione sullo stato del lavoro in Italia.

I dati sull’apertura delle partite IVA in Italia

Difatti oltre il 70% delle nuove aperture ha riguardato le persone fisiche mentre il restante 30% riguarda società di persone e altre forme giuridiche. In generale tutte le forme giuridiche hanno registrato una crescita a partire dalle Società di Capitali che hanno guadagnato un decisivo +18,5%.

Se ci soffermiamo ad osservare la distribuzione territoriale emergerà un altro dato molto interessante su cui rifletteremo a breve. Quasi la metà delle aperture di partita IVA riguardano il nord Italia.

Il settentrione ha vissuto un importante incremento del numero di nuove attività, come nel caso di Vicenza, nonostante tutte le difficoltà di questo periodo. Le regioni capolista di questa dinamicità sono Veneto, Friuli e Lombardia, prime a finire nella stretta del Covid ma anche regioni tra le più popolose in Italia.

A fronte di drammatici cali su ristorazione, istruzione, sport, intrattenimento e altri servizi crescono le attività finanziarie e commerciali. Rispetto all’età, invece, circa metà delle aperture riguarda giovani fino ai 35 anni e solo per il 30% le nuove partite IVA interessano over 35.

Per contro sono state chiuse quasi 500 mila partite IVA. A tale proposito il report del MEF ritiene che le misure a sostegno dell’imprenditoria abbiano portato risultati molto positivi pur riguardando una profonda crisi economica e sociale.

Non c’è lavoro? Gli italiani “lo inventano”

Parliamo per lo più della generazione Millennials, bacchettata dai “grandi” perché ancora legata al nido familiare, sballottata tra il mondo analogico e digitale e già consapevole che è troppo tardi per diventare ciò che sognava durante l’infanzia.

La risposta alla crisi dei trentenni è quella della libera professione, l’ultima via percorribile per poter raggiungere l’indipendenza economica. L’obiettivo? Troncare i legami economici con la famiglia. Il lavoro in Italia è stato ripreso a più fasi dai vari Governi con riforme che, oggi, hanno messo in regola la forma ma che non hanno agito sul contenuto.

Permane l’attività lavorativa a nero, i salari sotto la quota minima, il gap di genere e l’impossibilità di fare progetti familiari nel caso in cui si abbia già un lavoro. Il mantra delle persone in forza da lavoro è quello di risparmiare e rimandare i desideri, gli sfizi e la “normalità” a quando il caos sanitario si sarà calmato.

L’unione dei liberi professionisti

Un’attesa a tratti logorante e invalidante che proietta le speranze del futuro del Paese sugli zoomers, i giovani in età di studio che già hanno delineato una visione del mondo in netta opposizione di chi è prima di loro.

Quanto alle partite IVA, invece, l’unione fa la forza. L’aumento di liberi professionisti porterà necessariamente ad un dibattito pubblico sul loro inquadramento non solo dal punto di vista fiscale, fin troppo chiaro a chi ne possiede una. Ciò che manca è un welfare pubblico. Uno strumento statale capace di assicurare una copertura da malattia, impedimenti e imprevisti di cui i liberi professionisti non possono ancora godere.

Parallelamente all’apertura delle partite IVA, infatti, si fanno strada sul mercato le Cooperative di liberi professionisti. Queste sono organizzazioni che tramite una formula di “assunzione” lasciano ampia autonomia di lavoro trattenendo una quota dei profitti per assolvere ai doveri fiscali e fornire ferie, malattia, maternità e TFR. Sarà forse questa la grande novità del prossimo futuro?