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Decreto Crescita nel calcio: che cos’è e a che cosa serve?

Decreto Crescita nel calcio che cos’è e a che cosa serve

Negli ultimi mesi, quando si sente parlare di calciomercato e di possibili colpi di mercato, soprattutto in entrata, da parte di società italiane, si cita molto spesso il decreto crescita, ritenendolo un forte vantaggio economico per tutte quelle società che possono approfittare di questo decreto per la realizzazione di ingaggi consistenti per i calciatori provenienti dall’estero. In effetti, il decreto crescita funziona non soltanto come una delle risorse più importanti per il calciomercato italiano, che – secondo alcuni quotidiani e giornali – sarebbe in grado di rilanciare il calcio italiano a partire dai suoi settori giovanili, ma anche come una vera e propria curiosità per tantissime persone che si interessano di casino gratis, calciomercato, economia e tante altre forme analoghe relative al calcio e non solo. Per questo motivo, vale la pena realizzare una vera e propria panoramica sul decreto crescita del 2019, relativamente al suo utilizzo nel mondo del calcio e non solo.

Decreto Crescita: che cosa stabilisce?

Nel prendere in considerazione, in generale, il decreto crescita del 2019, che ha effetti importanti anche nel mondo del calcio e del calciomercato in generale, bisogna considerare il decreto legge pubblicato il 30 Aprile del 2019, che prevede una serie di misure finalizzate alla crescita economica in Italia, alla ripresa degli investimenti e a un clima di benessere finanziario ed economico maggiore per la realtà italiana. Nella sua struttura, infatti, il decreto crescita prevede una serie di agevolazioni fiscali per alcune categorie di lavoratori, avendo dei risvolti positivi anche nella prospettiva di calcio e calciomercato. Una delle misure più importanti previste all’interno del decreto crescita del 2019 riguarda l’articolo numero 5, denominato iconicamente rientro dei cervelli.

Si tratta di una misura pensata per favorire l’arrivo in Italia da parte di lavoratori italiani o stranieri che risiedono all’estero, attraverso l’istituzione di un regime agevolato dal punto di vista finanziario che sarebbe stato adottato a partire dal 1° gennaio del 2020. Sostanzialmente, la misura del rientro dei cervelli permette di comportare la tassazione sul reddito in maniera molto più agevole per tutti quei lavoratori che risiedono all’estero attraverso un abbassamento della tassazione dal 45% al 25%.

Gli effetti del Decreto Crescita nel calcio

Come si può facilmente comprendere, se gli effetti del decreto crescita del 2019 riguardano alcune categorie particolari di lavoratori, con effetti di grande agevolazione economica e fiscale, anche il calcio e il calciomercato ricevono degli importanti vantaggi dal decreto crescita. In effetti, quando si realizzano trattative in entrata, soprattutto da parte di calciatori che vengono dall’estero e che giungono in Italia, si legge che gli ingaggi potranno essere più elevati in virtù del decreto, che permette di far pesare a bilancio in modo differente l’ingaggio percepito da parte di un calciatore. Per capire quali sono i benefici previsti da parte di questo decreto, a partire dal calciomercato 2020-2021, bisogna pensare quale sia il fattore di correlazione che c’è tra un ingaggio lordo versato dalle società e l’ingaggio percepito dai calciatori.

Supponendo che una società decida di destinare ad un calciatore un ingaggio lordo di 10 milioni di euro, è importante considerare una panoramica relativa a quanto denaro sarà percepito dal calciatore con e senza il decreto crescita. Senza il decreto crescita, dei 10 milioni lordi che riceve il calciatore, solo 5 milioni e mezzo di euro saranno effettivamente propri del calciatore stesso, mentre con il decreto crescita il denaro aumenterà di circa due milioni di euro e, a partire dai 10 milioni di euro lordi, si riuscirà a percepire un ingaggio di 7 milioni di euro e mezzo netti. Si tratta di un importantissimo vantaggio economico per le società italiane, che in questo modo potranno versare degli ingaggi molto più importanti a calciatori provenienti dall’estero, aumentando l’indice di appetibilità del campionato italiano e potendo così rilanciare la Serie A che da anni sembra inseguire società estere come la Premier League e la Liga spagnola.